Dioniso e Peplophoros

È emerso che il sito di Somma Vesuviana custodisce un ricco patrimonio archeologico, tra cui due statue in marmo raffiguranti Dioniso e un Peplophoros, file di colonne marmoree, pareti decorate con affreschi e pavimenti impreziositi da mosaici.

Resti rilevati

Accanto ai resti splendidamente decorati, sono emersi numerosi elementi di grande interesse, tra cui quattro file di colonne quadrate attribuite al periodo della fondazione dell'edificio, ciottoli disposti lungo il suo perimetro, strutture per la vinificazione aggiunte dopo la ricostruzione, oltre a tracce di fornaci e creste di campi databili a poco prima del suo abbandono.

Un'ampia varietà di ceramiche scavate

Dal sito di Somma Vesuviana è emersa una vasta gamma di manufatti in terracotta, caratterizzati da forme e utilizzi differenti. Oltre alla produzione locale, la ceramica rinvenuta proviene da numerose altre aree, testimoniando l'esistenza, all'epoca, di una vivace rete economica ai piedi del Vesuvio. Questa rete, che includeva il sito di Somma Vesuviana, si estendeva lungo l'intera costa del Mediterraneo.

Altri resti

Il sito ha restituito, oltre alla terracotta, quattro ossa di cane in buone condizioni, resti di animali e molluschi, manufatti in marmo, metallo, vetro, osso e corno, insieme a una varietà di altri reperti. Sono emerse inoltre tracce di mobili, tra cui mensole, scrivanie e cesti, rilevate attraverso la tecnica dello stampaggio in gesso, che prevede il riempimento degli spazi lasciati nel terreno sedimentario con gesso liquido.

 Università degli studi di Tokyo
Progetto Somma Vesuviana